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Recensione Il fantasma e le Black Holes di Borja González

Il fantasma e le Black Holes è una graphic novel che è stata pubblicata per la prima volta nel 2018, e il 19 maggio 2020 arriverà in Italia. Ho avuto la possibilità di leggerla in formato digitale un paio di giorni prima dell’uscita grazie alla Oscar Vault e sono grata di aver avuto questa possibilità, perché la storia mi ha davvero colpita.


Trama

Nella meraviglia onirica di una palette cromatica inconfondibile, due storie parallele si intrecciano e inseguono in un racconto di sogni e desideri giovanili.

Nel 1856 Teresa, giovane aristocratica, è più interessata a scrivere poesie horror d’avanguardia che a fare un buon matrimonio. Nel 2016 tre adolescenti stanno mettendo su un gruppo punk chiamato Le Black Holes. Hanno tutto ciò che serve: look, grinta, istinto… e una totale mancanza di talento musicale. Non appena iniziano a provare, però, strani eventi si manifestano. Il loro mondo e quello di Teresa collidono, e le tre ragazze vengono inseguite dall’eco di qualcosa che è successo 160 anni prima.


Cosa ne penso

Sono rimasta subito incantata dalle tavole e dai disegni. I colori sono particolari, richiamano qualcosa che è costantemente quasi sovrannaturale, qualcosa che non appartiene del tutto a questo mondo. Sarà perché l’ho letto tutto a notte fonda, ma sembra di entrare in un sogno, in una dimensione che appartiene più alla mente e al pensiero che alla realtà delle cose fisiche e materiali.

Ricorre costantemente il cielo notturno, pieno di stelle, i boschi, l’acqua, tutti elementi in cui le protagoniste trovano un rifugio e un conforto dalla quotidianità di cui non sono soddisfatte. Luoghi in cui possono essere loro stesse senza le pressioni e i giudizi di chi le circonda.

Quando ho guardato l’ultima tavola mi sono sentita come se avessi ricevuto un piccolo pugno nello stomaco, qualcosa che volesse a tutti i costi attirare la mia attenzione e mettere in moto i miei pensieri, la sensazione di aver avuto per tanto tempo dentro di me una specie di consapevolezza che cercasse di nascondersi, ma che alla fine è stata smascherata.

Appena terminata la lettura mi è venuto in mente un piccolo passaggio dal libro Cloud Atlas di David Mitchell (uno dei miei preferiti da anni): “Le anime attraversano le età come le nuvole i cieli.” Anche in questa storia abbiamo due anime, separate da 160 anni nel tempo. Teresa che vive nel 1856 e Laura che vive nel 2016. Due anime, due ragazze giovani, che non sono comprese dalle persone che hanno intorno, persone che cercano di demoralizzarle a ogni occasione. Persone che, invece, dovrebbero sostenerle: la famiglia per Teresa, e le amiche/componenti della band per Laura. Queste due anime allora si isolano, cercano loro stesse nello stesso bosco vicino al lago che è presente sia nel 1856 che nel 2016. Sono anime piene di genio, Teresa che scrive poesie horror e racconta storie di alieni, facendola sembrare pazza agli occhi della sua famiglia; Laura che nelle canzoni che scrive mixa Stephen Hawking con tutto ciò che le ricorda il punk. Laura, che ogni volta che si ritrova con le sue amiche a provare indossa un costume diverso, adesso da fata, poi Audrey Hepburn, poi uno scheletro, e altri. Teresa e Laura non vengono mai capite, vengono continuamente derise o messe da parte per ciò che sono, e a farlo sono proprio le persone che invece dovrebbero supportarle.

I loro viaggi, le loro anime, le loro menti si intrecciano tra passato, presente e futuro. Si mischiano, e il dono di Teresa non può che essere raccolto da Laura 160 anni dopo, perché lei è l’unica che può capirla e apprezzarla nonostante la distanza nello spazio e nel tempo, pur non sapendo chi fosse.

Mi ha colpito molto questa storia perché so quanto faccia male essere incompresi, allontanati, derisi e giudicati dalle persone che per noi sono importanti. Queste esperienze ti portano a isolarti, a cercare nella tua mente o nel mondo esterno dei luoghi sicuri in cui essere te stessa e lasciar andare la creatività e i pensieri, lasciar libere le idee di raggiungere persino quella stella che vediamo così luminosa nella notte. E l’unica cosa che le tue idee, la tua anima, il tuo cuore, te stessa, desiderano è solo trovare qualcuno che possa capirti, che possa viaggiare con te sulla tua stessa lunghezza d’onda.


Perché lo consiglio

Consiglio questo graphic novel perché è una lettura davvero scorrevole, si legge in poco tempo e in queste pagine si compie un breve viaggio che sa di sogno e sovrannaturale. Lo stile del disegno è particolare e cattura subito l’attenzione, lasciandoti il tempo di soffermarti sui particolari e di prenderti un momento per osservare come viene disegnato il cielo stellato o alcuni dettagli dei paesaggi. Consiglio di leggerlo anche e soprattutto per il messaggio che viene trasmesso, per quell’intreccio continuo tra realtà e fantasia, tra fatti e idee. In poche pagine possiamo capire tanto di noi stessi e sentire che non siamo soli nella nostra unicità irripetibile.


L’autore

Borja González (Badajoz, 1982) è illustratore e fumettista autodidatta. Le sue opere sono apparse su fanzine e riviste. Fra i suoi libri spicca il fumetto breve La Reina Orquídea (2016). Con Le Black Holes (2018) fa breccia nel mercato internazionale, presentando il suo primo graphic novel di ampio respiro.

Foto che ho fatto per il mio profilo Instagram: @_mirimel

Emily Dickinson: il mio viaggio attraverso le sue poesie

Recentemente ho letto il mio primo libro di poesie di Emily Dickinson e come primo incontro è stato molto intimo e allo stesso tempo delicato e potente. Attraverso le sue poesie ho compiuto un viaggio dentro la mia anima e il mio cuore, provando di nuovo emozioni molto forti, che ho sperimentato io in prima persona e che ho ritrovato in queste parole stampate.

Prima vorrei darvi qualche cenno biografico. Emily Dickinson è nata il 10 dicembre 1830 ad Amherst (Massachusetts) e dal 1862 non si allontana più dalla casa natale. Decide di isolarsi, vestita sempre di bianco, e questa scelta è ancora avvolta nel mistero. Si pensa che sia stata una conseguenza dell’amore irrealizzabile per il reverendo Charles Wadsworth, conosciuto nel 1855, o dal bisogno di dedicarsi interamente alla poesia. Dopo la sua morte, nel 1862, è la sorella Lavinia a trovare le più di 1700 poesie scritte da Emily, raccolte in fascicoli cuciti a mano.

Ho potuto conoscere una parte di queste poesie grazie a un piccolo libro che fa parte di una collezione di opere che sono state pubblicate insieme al Corriere della Sera nel 2019. La raccolta si chiama diVersi e questo volumetto è il primo numero.

I temi di cui scrive Emily sono universali: vita, morte, natura, amore, dolore, felicità. Le sue poesie mi hanno fatto conoscere volta per volta molteplici lati della sua anima, della sua mente e del suo cuore, e ad ogni verso mi sembrava di avvicinarmi sempre di più a lei. Mi sembrava di conoscerla sempre un pochino di più, e di conoscere sempre di più anche me stessa. In questo articolo vorrei parlare di un argomento che mi ha colpita più profondamente di altri, ovvero l’amore. Vorrei raccontarvi attraverso le sue poesie il viaggio che io stessa ho compiuto amando e poi perdendo la persona amata, il dolore e la sofferenza che hanno fatto a pezzi tutto di me e come, poco alla volta, sono tornata ad essere la regina del mio impero, ritrovandomi, perdonandomi e lasciandomi volare di nuovo con le mie ali.


Il momento in cui ci si innamora e si ama completamente e totalmente

164 [842]

Bello è, nascosti, sentirsi cercare!
Più bello essere trovati,
se è questo che vogliamo e della volpe 
è degno il cane. 

Bene sapere e non dire,
meglio sapere e dire,
se puoi trovare quell'orecchio raro
che ti comprenda.  

Pag. 105, il corteggiamento e l'inizio della complicità 

[1053]

Con un fare tranquillo 
mi chiese se ero sua.
Non gli risposi con le labbra
ma risposi con gli occhi. 

Ed egli m'innalzò
sopra il brusìo dei mortali,
rapido come un cocchio
che dilegua in un turbine di ruote.

Il mondo si staccò sotto di noi
come la terra sotto i piedi
di chi si affaccia da un pallone
sulle vie dell'ètere.

L'abisso dietro a noi non esisteva,
c'erano nuovi continenti.
Era l'eternità 
prima della sua ora. 

Per noi non più stagioni -
non v'era più la notte né il meriggio.
Si fermò il sole su quell'orizzonte
e lo fissò per sempre nell'aurora. 

Pag. 117, il momento della dichiarazione 

I, XIII [303]

L'anima sceglie i suoi compagni
e poi chiude la porta; 
la sua divina maggioranza
estranei non sopporta. 

Impassibile, sente il cocchio che si ferma
presso il cancello esterno. 
Impassibile, guarda un re prostrarsi
sul suo tappeto.

So che da tutto il mondo 
può scegliere uno solo:
chiuder le valve poi dell'attenzione
come fossero pietra.

Pag. 32, quando incontriamo la persona giusta 

[568]

Tutto imparammo dell'amore:
alfabeto, parole,
un capitolo, poi il possente libro,
e la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell'altro
ciascuno contemplava un'ignoranza
divina, ancora più che nell'infanzia;
l'uno all'altro, fanciulli, 

tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile. 
Ahi, com'è vasta la saggezza
e molteplice il vero!

Pag. 68, si può imparare ad amare solo amando, e non esiste mai una versione unica e finita dell'amore 

286 [781]

Lungo attendere un'ora,
se oltre quella è l'amore.
Breve l'eternità
se l'amore è al suo termine.

Pag. 99, la percezione del tempo quando amiamo 

III, III [729]

Cambiare? Quando cambieranno i monti.
Esitare? Se il sole
dubiterà che la sua gloria
sia la gloria perfetta.

Stancarmi? Quando la giunchiglia
si stancherà della rugiada,
allora, amore, anch'io
mi stancherò di te!

Pag. 98, quando amiamo qualcuno sentiamo di non potercene stancare mai 

Quando la storia d’amore finisce

I, XCVIII [1277]

Ciò che temevo venne,
ma meno spaventoso,
perché il lungo timore
lo aveva quasi abbellito.

Ci si abitua all'angoscia,
alla disperazione. 
Peggio saper che viene
che saperla presente.

Chi indossa la sua pena 
la mattina che è nuova
soffre più che a portarla
un'intera esistenza. 

Pag. 125, quando ciò che temiamo si manifesta 

IV, CVII [1767]

Dolci momenti qui ebbero fine;
questo è un luogo possente;
nei suoi confini risero speranze:
ombre già nella tomba. 

Pag. 136, la fine della storia d'amore e di tutte le speranze che riponevamo

Il dolore che si affronta

[599]

Esiste anche un dolore tanto estremo 
che inghiotte tutto l'essere,
poi ricopre l'abisso di delirio 
così che la memoria può aggirarlo,
traversarlo od ascenderlo,
come chi è ipnotizzato 
sicuro avanza là dove da sveglio 
sfracellerebbe tutte le sue ossa.

Pag. 73, il dolore che annebbia totalmente 

[341]

Dopo un grande dolore viene un senso solenne,
i nervi stan composti, come tombe.
Il cuore irrigidito chiede se proprio lui
soffrì tanto. Fu ieri o qualche secolo fa?

I piedi vanno attorno come automi
per un'arida via
di terra o d'aria o di qualsiasi cosa,
indifferenti ormai:
una pace di quarzo come un sasso.

Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive 
la ricorda come gli assiderati 
rammentano la neve;
prima il Fedro,  poi lo stupore, infine
l'inerzia. 

Pag. 38, l'apatia dopo la sofferenza 

[618]

Rimane oziosa l'anima
che ha ricevuto un colpo micidiale;
lo spazio della vita le si stende davanti 
senza nulla da fare.

E vi chiede lavoro -
fosse soltanto di appuntare spilli
o di fare il più misero rammendo da bambini -
per aiutare le sue mani vuote.

Pag. 78, quando si cerca qualcosa da fare per uscire dal torpore e dall'apatia

Ricordi della persona amata

[514]

Il suo sorriso pareva un sorriso 
come gli altri: scavava le fossette
e tuttavia faceva male, come 
se un uccello si alzasse per cantare
poi ricordasse d'essere ferito 
e si aggrappasse al ramo
convulsamente, e la musica infranta
come tante perline rotolasse nel fango. 

Pag. 64

Il momento in cui, piano piano, ci si rialza

[419]

Ci abituiamo al buio
quando la luce è spenta;
dopo che la vicina ha retto il lume
che è testimone del suo addio,

per un momento ci muoviamo incerti
perché la notte ci rimane nuova,
ma poi la vista si adatta alla tenebra
e affrontiamo la strada a testa alta.

Così avviene con tenebre più vaste -
quelle notti dell'anima
in cui nessuna luna ci fa segno,
nessuna stella interiore si mostra.

Anche il più coraggioso prima brancola
un po', talvolta urta contro un albero,
ci batte proprio la fronte;
ma, imparando a vedere, 

o si altera la tenebra
o in qualche modo si abitua la vista
alla notte profonda,
e la vita cammina quasi dritta.

Pag. 46, quando ci abituiamo al cambiamento e torniamo a camminare 


IV, VI [1099]

Il mio bozzolo è stretto, mi chiamano i colori,
e sto cercando l'aria.
Già un'oscura capacità di ali
mi fa sprezzare l'abito che indosso.

La potenza della farfalla è in questa
attitudine al volo,
che le concede prati di maestà 
ed i volteggi facili nel cielo.

E devo tormentarmi nel presagio
e decifrare il segno
e commettere errori, se alla fine
io troverò la mia chiave divina. 

Pag. 119, il processo di crescita 

I, XCVIII [1176]

Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci. 
E, se siamo fedeli al nostro compito, 
arriva al cielo la nostra statura.

L'eroismo che allora recitiamo 
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c'incurvassimo di cubiti
per la paura d'essere dei re.

Pag. 121, quando decidiamo di seguire la nostra strada e costruire il nostro impero 

Ecco, il mio grande viaggio è giunto al termine. Queste poesie hanno scandito ogni momento, ogni emozione, ogni dolore e senso di impotenza e perdita, hanno scandito le lacrime e le consapevolezze che ho raggiunto mentre percorrevo quella strada e ne arrivavo alla fine.

Adesso davanti a me ho una strada nuova di zecca da intraprendere, una via che sento piena di possibilità e opportunità, una via che mi permetterà di essere me stessa, di essere la regina della mia vita, di costruire il mio impero. Con le mie forze e le mie abilità e capacità.

Spero che questo viaggio abbia aiutato anche un po’ voi, mie lettori, spero che da ogni poesia anche voi abbiate capito qualcosa che vi possa aiutare ad andare avanti, qualcosa che vi ricordi chi siete e quanto valete.

E mentre aspettate il prossimo articolo, vi auguro di continuare ad avere il coraggio e la forza di scegliere la vostra strada. Ogni giorno. Senza paure.