
Ricordo tutto come se fosse ieri. Ero in terza elementare. Tutti coinvolti nel gioco speciale dello “Scambio dei Libri”. Ognuno di noi sceglieva un compagno e ci si scambiava un libro per qualche giorno. Un mio amichetto biondo scelse me. Mi presentò Artemis. Da allora non ci siamo più divisi dalla nostra amicizia. Io e Artemis.
Artemis Fowl è una serie di libri puramente fantasy, iniziata nel 2001 da Eoin Colfer, scrittore irlandese. Io iniziai a leggerlo pochi anni dopo la pubblicazione del primo libro, quando il nome Artemis non era ancora radicato nel mondo del fantasy. Fu subito amore.
Io e Nicolò abbiamo deciso di iniziare questo progetto e fare degli scambi di recensioni, per potervi far vedere come due blog possono unirsi per parlare di una passione, come quella della lettura. Nel suo blog, lui pubblicherà la mia storia di Artemis e se volete leggerla vi lascio il link sul suo blog, così potrete sapere qualcosa di più su questo personaggio così particolare. https://ilblogdinicolo.wordpress.com/
Io e Artemis siamo diventati amici. Subito. Due caratteracci che si sono incrociati, storie che mi hanno segnato un’infanzia spesa in narcisismo e fantasia. Io mi sono sentito come Artemis, fin da subito. Lui era semplicemente l’uomo, o meglio il bambino, più intelligente del mondo. “Perché io no?” risposi leggendo la premessa del primo libro di Artemis. Il bambino aveva un’infanzia persa nel suo mondo dove era continuamente a caccia di alieni, manifestazioni extra terrene e forme di vita leggendarie. “Perché io no?”. La mia infanzia è stata caratterizzata da una profonda fantasia, alla ricerca di risposte a domande che un dodicenne non si pone. Artemis faceva la medesima cosa per questo mi sono riconosciuto in lui. Un bambino che esaltava la sua stessa intelligenza nella fantasia. Non provava emozioni, se non una profonda soddisfazione di se stesso. Non aveva obbiettivi, se non quello di diventare un personaggio geniale.
Non aveva amici, se non la sua guardia del corpo, Leale, e decine di personaggi surreali scoperti con l’inganno.
Io mi sentivo, e mi sento molto Artemis. Il piccolo genio ha scoperto il mondo nascosto del Piccolo Popolo, dove imprigionando l’elfa Spinella Tappo, l’unica poliziotta donna della LEP (Libera Eroica Polizia), vuole un abbondante riscatto in oro. Da lì le avventure di Artemis e Spinella saranno numerose, la lotta alla mafia dei Fangosi (gli umani) che vogliono mettere le mani nella ricchezza dei Fowl, l’Inganno di Opal, mafiosa magica del Popolo che vuole impossessarsi anche lei dei pieni poteri e delle ricchezze e decine di inganni tra umani e personaggi fantasy illustrati nel dettaglio da Colfer. Poi vi sono il centauro Polledro, anche lui dotato di una geniale intelligenza, il capitano della Polizia del Cantuccio Julius Tubero, sempre legato ad un sigaro, e i numerosi nemici di Artemis a cui lui vuole sottrarre denaro e ricchezze.
Un libro, o meglio una serie di libri coinvolgente, dove il tempo si ferma, dove si vince la morte con inganni scientifici e si invocano creature misteriose che vivono in un mondo fantasioso ma altamente tecnologico. La bellezza di Artemis, con la sua immaturità relazionale, la sua autostima eccessiva e un ambiente surreale in cui, leggendo, vi entri dentro completamente. Parole che leggendole ti fanno vedere i posti, navigare in oceani e vulcani, volare in dimensioni irreali e con personaggi misteriosi. La radioattività di siti di smaltimento russi reali, pieni di scorie radioattive, dove la morte si annusa nell’aria. E poi l’entusiasmo di Fowl nel qual sono entrato, nel quel mi sono immedesimato.
Quando lui incontra il decimo psicologo che mette in luce i suoi difetti, stupendolo, quando lui prova amicizia sconfinata per un mercenario, Leale, che bada come un genitore alla sua incolumità rischiando la sua stessa vita. Poi libri, una scrittura fuori dal tempo, regole, viaggi in dimensioni parallele, in casseforti in cui è impossibile entrarvi, opere d’arte nascoste, leggende di città in cui la magia è padrona.
Da piccolo mi sentivo Artemis, imprudente, asociale, narcisista e gonfio. Un bambino in cui mi immedesimavo e spesso mi domandavo perché non ero lui, perché non incontravo Polledro al supermercato, perché non volavo negli oceani e nei siti vulcanici.
Oggi non mi sento più Artemis.
“Benvenuto Nicolò nel mondo reale!”
Oggi mi sento molto di più Colfer. L’uomo che con la sua fantasia ha creato un mondo, anzi più di uno, ha creato personaggi e personalità distinte ma molto chiare. Descrizioni di luoghi dove tecnologie avanzate entrano a contatto con il magico. Poi i viaggi in un mondo sottoterra in cui Elfi e Centauri, Goblin e altre creature leggendarie vivono in uno specifico ambiente, con una politica di fuga e di regole precise. La Fantasia di Colfer (e notare che ho scritto fantasia con la F maiuscola) la invidio. Ogni giorno vorrei che la mia mente navigasse in qui posti, anzi in altri, in mondi da me creati, perché non è vero che non possiamo creare noi il mondo, che non possiamo essere nei luoghi da noi costruiti. Anche solo a parole, vocaboli mixati in un gioco di riflessioni in cui si inseriscono emozioni e sentimenti anche se provati da elfi e maghi.
Artemis è una bellissima serie.
30 e lode.
Anzi 10. Il voto che danno ai bambini nelle scuole. Bambini che dovrebbero prendere in mano questi libri e godersi uno spettacolo di fantasia, emozioni ed eventi che un cellulare su Facebook non potrà mai regalarvi…
Nicolò Bertolini